Il creato e l’ambiente da San Francesco a Papa Bergoglio.
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Il creato e l’ambiente da San Francesco a Papa Bergoglio

“Laudato si’, mi Signore, per sora nostra madre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.”
[San Francesco d’Assisi, Cantico delle Creature]

4 ottobre, San Francesco d’Assisi.
Al Festival dell’Agricoltura si ragionerà sul Creato e la sua custodia nella fede di San Francesco e il parallelismo con la difesa dell’ambiente in Laudato si’, la più recente enciclica di Papa Francesco.
Prendersi cura della nostra casa comune e custodire il Creato, una missione per la “buona” agricoltura.

Intervento di don Gastone Pettenon
Molte delle interpretazioni storiografiche della vita di san Francesco si sono focalizzate sull’alto grado di rispetto che il Santo assisiate ha avuto per tutto il Creato, e sulla sua affinità con il mondo degli animali. Il Cantico delle Creature, di cui è autore lo stesso Francesco, è un documento che permette di avere una percezione diretta del “naturalismo” del Santo sviluppatosi contestualmente alla sua esperienza eremitica. L’attitudine di Francesco, che implica una serie di incontri ravvicinati con la natura per elevare tutto il Creato, era una tendenza che esisteva da secoli, esemplificata in precedenza dai Cistercensi. Ma ebbe nel Santo di Assisi il suo compimento assoluto, tanto che il suo esempio è riconosciuto per eccellenza come cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia ed autenticità.

“Dalla metà del secolo scorso, superando molte difficoltà, si è andata affermando la tendenza a concepire il pianeta come patria e l’umanità come popolo che abita una casa comune. Un mondo interdipendente non significa unicamente capire che le conseguenze dannose degli stili di vita, di produzione e di consumo colpiscono tutti, bensì, principalmente, fare in modo che le soluzioni siano proposte a partire da una prospettiva globale e non solo in difesa degli interessi di alcuni Paesi. L’interdipendenza ci obbliga a pensare a un solo mondo, ad un progetto comune. Ma lo stesso ingegno utilizzato per un enorme sviluppo tecnologico, non riesce a trovare forme efficaci di gestione internazionale in ordine a risolvere le gravi difficoltà ambientali e sociali. Per affrontare i problemi di fondo, che non possono essere risolti da azioni di singoli Paesi, si rende indispensabile un consenso mondiale che porti, ad esempio, a programmare un’agricoltura sostenibile e diversificata, a sviluppare forme rinnovabili e poco inquinanti di energia, a incentivare una maggiore efficienza energetica, a promuovere una gestione più adeguata delle risorse forestali e marine, ad assicurare a tutti l’accesso all’acqua potabile.”
[Papa Francesco, enciclica Laudato si’]



PROGRAMMA

  • saluti delle autorità;
  • apertura dei lavori da parte di don Piero Miglioranza, Parroco di Bressanvido;
  • intervento di don Gastone Pettenon;
  • dibattito;
  • conclusioni.

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