TEMA 2018

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AGRICOLTURA E BIODIVERSITÁ

Il nostro è il pianeta blu, il pianeta della vita.

Secondo la World Biodiversity Association il numero di specie che abita il pianeta Terra si aggira sui 10 milioni anche se la scienza fino ad oggi ne ha descritte poco più di 2 milioni.

La rapida trasformazione degli ecosistemi causata dall’uomo provoca, tra gli altri effetti collaterali negativi, anche quello della perdita di biodiversità, sia a scala locale che a scala globale, facendone una delle emergenze ambientali a cui la comunità internazionale dedica una crescente attenzione.

L’agricoltura, iniziata in varie parti del mondo circa 10.000 anni fa, ha una responsabilità enorme riguardo la biodiversità: essa infatti è all’origine della distruzione degli habitat naturali (foreste, paludi, praterie naturali), sostituiti dai campi coltivati e dai pascoli per il nostro bestiame.

L’agricoltura tradizionale però creava ambienti spesso altrettanto ricchi di quelli naturali ed è quindi l’agricoltura industriale moderna, con la sua drammatica semplificazione dell’ambiente, la vera nemica della biodiversità.

L’agricoltura in più, in millenni di storia, ha progressivamente modificato il patrimonio genetico delle specie di animali e di piante addomesticati, creando una straordinaria “biodiversità coltivata” che per millenni ha accompagnato e differenziato le mille e mille agricolture della Terra.

Oggi la moderna agricoltura industrializzata, caratterizzata da forte meccanizzazione, uso di molecole di sintesi, impiego di un ristrettissimo numero di organismi super selezionati sta spazzando via a scala planetaria ambienti naturali, espellendo dagli ecosistemi agricoli tutto ciò che non è strettamente sotto il suo controllo ed eliminando diecimila anni di co-evoluzione tra uomo piante ed animali, lasciando in vita meno dell’1% della biodiversità coltivata.

Il Festival dell’Agricoltura è nato tre anni fa per aiutarci a prendere coscienza di quanto la nostra vita, la nostra cultura, la nostra civiltà dipendono dall’agricoltura.

In questa quarta edizione il Festival porrà l’attenzione sul tema della biodiversità, per aiutarci a capire quanto grande possa essere lo spazio che l’agricoltura può, volendolo, lasciare alla vita selvatica.

Al tempo stesso cercheremo di prendere coscienza del rischio dell’omologazione dei nostri cibi e della cultura del cibo che gli sta dietro, tornando a guardare con attenzione alla miriade di varietà di piante ed animali che abbiamo portato con noi da un passato più o meno remoto.

Come al solito ci occuperemo del binomio agricoltura-biodiversità partendo da diversi punti di vista: in primis da quello della scienza e delle tecnica, fornendo spunti per capire quanto sia importante conservare la biodiversità sia selvatica (la vita selvatica attorno a noi) che coltivata (l’insieme delle varietà di piante ed animali da noi selezionati).

Daremo poi grande spazio agli aspetti culturali ed artistici, andando a scoprire la biodiversità attraverso la letteratura, la musica, il cinema, la pittura e, soprattutto, la cucina, assaporando letteralmente la biodiversità sulla nostra tavola.

Gli strumenti che utilizzeremo per avvicinare il tema della biodiversità saranno altrettanto vari: dagli incontri con esperti in workshop e conferenze all’esperienza diretta attraverso laboratori, visite guidate, lavori pratici.

Ricorderemo infine che Bressanvido è un “Paese della Biodiversità” perché attraverso il Progetto LIFE Risorgive sta ricostruendo, metro quadro per metro quadro, i suoi ambienti naturali originari (foreste di pianura, zone umide, praterie naturali) e sta conservando i mirabili ambienti antropici costruiti in secoli di trasformazione del territorio (i fontanili in primis).

Anche quest’anno il Festival sarà di chi lo organizzerà: ogni soggetto che lo supporta potrà dare un contributo di idee ed iniziative e sarà direttamente responsabile del loro successo.

L’idea di fondo del Festival è che se anche non siamo agricoltori, l’agricoltura riguarda tutti noi. Quest’idea quest’anno verrà declinata in modo ancora più diretto: se anche non sei un agricoltore, puoi comunque  fare molto per conservare la biodiversità nel tuo territorio. Coerentemente con questa idea verranno sviluppate due iniziative:

  • Verrà data origine al gruppo “volontari della biodiversità”, fatto di cittadini che prestano in modo professionale ma volontario il proprio lavoro per la conservazione degli ambienti naturali del loro territorio (risorgive, boschetti, siepi, ecc.)
  • Verrà presentato il progetto “il giardino dell’Eden” per mostrare come ogni giardino, grande o piccolo, può diventare un “presidio” della biodiversità, creando un angolo in cui vengono coltivate erbe, arbusti, alberi dei nostri ambienti, a loro volta popolati da una miriade di animali che in modo più o meno spontaneo verranno a colonizzarli.

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